muladara

Il primo dei sette chakra è localizzato al centro del perineo tra l’ano e i genitali, in corrispondenza del coccige.

Il suo nome sanscrito Muladhara significa radice, sostegno della base.

Le radici di ciascuno di noi sono rappresentate dal luogo da cui veniamo: la terra, l’utero, gli antenati, la famiglia e la propria storia personale.

Questo chakra è collegato alle ghiandole surrenali, l’intestino crasso, al retto e all’ano, alle gambe ed ai piedi.

Il suo colore è il rosso , il colore dell’istinto, della sopravvivenza, della passione, ed anche della distruzione.

L’elemento a esso collegato è la Terra per le sue qualità di gravità e solidità.

La gravità attira il corpo verso il basso, verso la terra, mentre la solidità lo sostiene.

Questo concetto viene espresso nel modo migliore dal paradosso del primo chakra: premere in basso per elevarsi verso l’alto.

Ma la Terra è anche il nutrimento del primo chakra: il corpo per poter sopravvivere ha bisogno di elementi che provengono dalla terra (il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo, le cose che tocchiamo). Praticando il radicamento, tecnica di rienergizzazione del nostro corpo, attraverso i piedi, dalla terra assorbiamo l’energia per crescere e svilupparci, per sostenerci ed accompagnarci, come una pianta assorbe il suo nutrimento dalle radici che affondano nella terra.

Il primo chakra rappresenta il nostro livello più primitivo di coscienza: il nostro istinto di sopravvivenza, l’identità fisica e il suo compito è l’auto-conservazione. Iniziamo da qui a identificarci con il corpo che riveste l’anima invisibile e ne rivela la forma e l’espressione.

L’identificazione fisica è necessaria per trattare col mondo fisico: se non mi connetto al mio corpo, mi dissocio da esso col rischio di danneggiarlo, e perdo il contatto con il mondo fisico. Il primo chakra controlla quattro Vritti: Kama (desiderio di piacere fisico), Artha (desiderio di piacere mentale), Dharma (desiderio dell’infinito o desiderio psicospirituale) e Moksa (desiderio di liberarsi dei legami della mente e della materia). Il demone del primo chakra è la paura che nasce quando qualcosa minaccia la nostra sopravvivenza, con conseguente sensazioni di insicurezza e sfiducia in noi stessi, stati di ansia e paura di perdere ciò che ci da sicurezza e senso di benessere. A queste sensazioni sono principalmente legate delle emozioni che appunto scaturiscono dal vivere in questo particolare stato dell’essere. Rabbia o aggressività, gelosia o violenza, il porci in atteggiamento difensivo arrivano tutte da “chiusure del primo chakra”!

Per armonizzare il primo chakra vi consigliamo per prima cosa di riattivare le vostre gambe!

Praticate attività fisica!

Non è necessario fare sport in palestra o attività estremamente faticose, basta davvero poco: inizia con una bella passeggiata, porta anche i tuoi bambini! Cerca una zona verde ampia, un parco, un bosco vicino a casa tua, o dove sia possibile che tu rimanga immerso nella natura, mentre cammini non avere paura o soggezione e prova qua e là ad abbracciare qualche albero, connettendoti alla sua forza e al sua stabilità nella Madre. Riprendere il contatto con la natura, con la Terra che è la madre di tutti, la nostra prima antenata è l’inizio di un buon radicamento!

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Namastè

Micaela

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