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Abbiamo spiegato in diversi articoli com’è nato lo Yoga in fascia® e perché lo yoga sia una disciplina che si sposa in modo così naturale al mondo della maternità e del rapporto mamma-bambino.

In questo articolo vogliamo invece parlare dell’altra anima di Yoga in fascia®, la fascia appunto! E cioè il mondo del babywearing. Partiamo quindi dalle origini e cerchiamo di illustrare brevemente i concetti base del babywearing.

Si parlava di naturalità, giusto? Se diamo uno sguardo proprio alla natura, scopriamo come il concetto di portare sia presente in moltissimi mammiferi. Non in tutti, certo. Ci sono quelli che nascono molto immaturi, come i cani e i gatti, e hanno bisogno di stare nel nido circondati dalle cure materne poiché hanno sensi poco sviluppati; oppure altri animali, come i cavalli, che invece possono già seguire la madre autonomamente. C’è poi un’ulteriore categoria che è quella dei portati, cioè di quelli che stanno nel marsupio o che si aggrappano attivamente alla pelliccia della madre.

Cosa contraddistingue questi ultimi? La conformazione peculiare del loro scheletro, ad esempio: mani e piedi rivolti l’uno verso l’altro in posizione di riposo e una colonna vertebrale con una sola curva, a differenza di quella degli esemplari adulti che stanno eretti.

Be’… vi ricorda qualcosa? Ebbene sì, i cuccioli di uomo sono fatti per essere portati: tutto nel loro corpo sembra richiedere la vicinanza alla madre: la forma della schiena, la posizione delle gambe a M quando stanno seduti o in braccio, il pianto appena perdono il contatto con la madre.

I bimbi che hanno meno di sei mesi hanno un bisogno del tutto naturale di stare vicino alla madre, di sentirsi protetti, di poter affrontare il mondo con fiducia grazie alla consapevolezza che la mamma è pronta ad aiutarli.

Infatti sono sempre di più le scuole di pensiero che hanno sdoganato la necessità di una maternità ad alto contatto, piuttosto che una concezione di questa più distaccata e rigida: prendere in braccio il proprio bimbo assecondando il suo bisogno di vicinanza era considerato un “vizio”!

E invece di vizio non si può proprio parlare: stare in braccio per un neonato è un istinto primordiale. L’uomo, anzi, la donna 😊, ha semplicemente trovato il modo di poter conciliare la sua vita, le sue esigenze, il lavoro, gli spostamenti… alle esigenze fisiologiche del suo piccolo. La fascia non è altro che la risposta dell’intelligenza umana a un bisogno “animale” ancora presente nel suo DNA.

I benefici del babywearing vanno molto al di là di questa spiegazione, ma li vedremo in un altro articolo. Per ora vi lasciamo con questa domanda: quali sono state le esperienze con i vostri bimbi neonati? Stavano bene in braccio a voi? Raccontateci!

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